Terapie anti-epatite C, quali i rischi di tumore al fegato?

segnala questa pagina

Il panorama terapeutico dell’epatite C cronica, fino a poco tempo fa dominato dai soli interferoni, negli ultimi anni si è arricchito di nuovi farmaci antivirali, definiti “ad azione diretta”: più efficaci, meglio tollerati, con relativamente brevi durate di trattamento, offrono benefici rilevanti per il paziente, se non l’eliminazione completa del virus.

Da quando questi farmaci sono stati approvati e se ne è consolidato l’impiego nella pratica clinica, conoscenze sempre più approfondite hanno generato una maggiore confidenza nell’uso e nuove evidenze, soprattutto in categorie specifiche di pazienti. Di particolare interesse per i clinici è quella dei pazienti cirrotici con tumore del fegato, trattati con le nuove terapie antivirali. I medici hanno osservato che nei pazienti che presentano tali caratteristiche è più probabile che il tumore si ripresenti.

Nonostante la cautela nell’interpretazione di questi risultati sia d’obbligo, i medici ribadiscono che il rischio riguarda solo pazienti con simili caratteristiche e che sono necessari ulteriori approfondimenti per una conferma effettiva della correlazione.
La cirrosi è una condizione evolutiva del fegato legata anche all’epatite C che spesso evolve in tumore. Nonostante le diverse opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento del tumore del fegato che vanno dalla rimozione chirurgica, alle terapie locoregionali a quelle sistemiche, non è sempre possibile eliminare totalmente il tumore, che spesso si può ripresentare.

I dati si riferiscono proprio alla popolazione specifica di pazienti cui era stato eliminato il tumore e successivamente hanno ricevuto la terapia anti epatite. Dopo un periodo di circa 12 mesi i ricercatori hanno osservato che il tumore si era ripresentato in un numero di pazienti superiore rispetto a quello atteso. Nonostante i risultati siano preliminari, emerge da questi dati un segnale di avvertimento, che impone un’attenzione particolare nella gestione clinica di questi pazienti.

Torna su
Indietro

Continua

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, si presta il proprio consenso all'utilizzo dei cookie.
Per maggiori informazioni sulle modalità di utilizzo e di gestione dei cookie, è possibile leggere l'informativa sui cookies.