Epatite E

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Che cos’è e come si contrae l’epatite E?

L’epatite E è un’infezione epatica causata dal virus HEV (Hepatitis E Virus).

Questa forma di epatite è fortunatamente rara in Italia, come del resto negli altri Paesi industrializzati, mentre è spesso presente in forma epidemica nelle regioni in via di sviluppo, dove sovraffollamento e condizioni igieniche precarie costituiscono terreno fertile per la sua diffusione.

Il maggiore tasso di incidenza per l’epatite E si riscontra tra persone con età compresa tra i 15 e i 40 anni. La gravità della malattia tende ad aumentare con l’età del paziente.

L’infezione si trasmette attraverso il consumo di acqua e alimenti contaminati da feci di persone o animali infettate dal virus dell’epatite E.

  • La trasmissione da persona a persona si verifica meno frequentemente rispetto al virus dell’epatite A.
  • La maggior parte dei focolai nei Paesi in via di sviluppo è stata associata a contaminazioni dell’acqua potabile.

L’epatite E risulta più grave tra le donne in gravidanza, soprattutto nel corso del terzo trimestre, con un aumento della percentuale di mortalità che varia dall’1-3% al 10-20%.

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Chi è a rischio per l’epatite E?

  • I viaggiatori verso i Paesi in via di sviluppo, in particolare Asia Meridionale, Africa e Sud America
  • Rari casi si sono verificati negli Stati Uniti tra persone che non avevano recentemente viaggiato in Paesi endemici.

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Quali sono i sintomi dell’epatite E?

Dopo un periodo di incubazione asintomatico, che può durare da 2 a 6 settimane, compaiono i sintomi, che sono molto simili a quelli dell’epatite A.

In particolare si osserva:

  • febbre;
  • stanchezza;
  • dolore addominale;
  • perdita di appetito;
  • nausea, vomito;
  • urine scure;
  • ittero.

Nella maggioranza dei casi i sintomi sono lievi e si risolvono nel giro di poche settimane. L’epatite E non evolve mai in malattia cronica, ma in alcuni rari casi può compromettere gravemente la funzionalità epatica.

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Come si diagnostica l’epatite E?

La diagnosi viene effettuata mediante un’analisi del sangue e delle feci per la determinazione degli anticorpi specifici per l’HEV o per l’HEV-RNA. Inoltre, può verificarsi un aumento degli enzimi epatici, comprese le ALT e le GGT, che indicano uno stato infiammatorio o di lesione del tessuto epatico.

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Come si cura l’epatite E?

I casi di epatite E sono tendenzialmente autolimitanti, cioè si esauriscono da sé, e il ricovero ospedaliero non è generalmente richiesto; non esiste una terapia specifica e realmente efficace, motivo per cui la prevenzione rimane l’intervento più importante. È attualmente in fase di studio un vaccino di origine ricombinante, in grado di prevenire la malattia.

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Come si previene l’epatite E?

La prevenzione individuale dell’epatite E prevede il rispetto di comuni norme di igiene personale, come l’accurato e frequente lavaggio delle mani, in particolar modo dopo essere stati in bagno e prima di manipolare gli alimenti. Inoltre, oggetti come spazzolini, posate, bicchieri e asciugamani dovrebbero essere di utilizzo strettamente personale.

Si deve prestare particolare attenzione quando ci si reca in Paesi in via di sviluppo, dove occorre rispettare alcune semplici regole, quali:

  • risciacquare abbondantemente la verdura e la frutta e sbucciare quest’ultima prima del consumo;
  • consumare carne e pesce (in modo particolare i molluschi) soltanto dopo cottura;
  • bollire per almeno 5-10 minuti l’acqua prelevata dal rubinetto o da sorgenti comuni.

Prestare attenzione anche ai cubetti di ghiaccio, che non andrebbero mai consumati direttamente o aggiunti alle bevande, e all’acqua utilizzata per lavarsi i denti, che dovrebbe essere in bottiglia. Allo stesso modo, quando si fa il bagno in fiumi e mari è bene prestare attenzione a non ingerire acqua.

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L’epatite E in sintesi

  • Infezione virale causata dal virus dell’epatite E (HEV) che colpisce il fegato.
  • Si trasmette per via orale (ingestione di cibo e bevande contaminate).
  • I sintomi principali comprendono: stanchezza, perdita dell’appetito, nausea, vomito, febbre e ittero.
  • È una malattia acuta e non si trasforma in malattia cronica.
  • Attualmente non esiste una vaccinazione possibile per l’epatite E.

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Fonti

www.cdc.gov

www.who.int

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